CAPIRE L’ANSIA


“Ansia. Una manifestazione fondamentale dell’essere nel mondo.” – Martin Heidegger


In una società in cui tutto scorre veloce, senza poter premere il pulsante “pausa” della vita, può essere difficile gestire tutte le emozioni a cui siamo esposti. Qualcuno sceglie, così, di “silenziarle” o di iper-razionalizzarle, perché considerate ladre di tempo prezioso, percepite come una minaccia al controllo degli eventi o troppo faticose da gestire.

Ma cosa sono le emozioni?

Dal punto di vista evolutivo, le emozioni sono qualcosa di biologicamente radicato nella natura di ognuno di noi. Rappresentano dei segnali che si attivano in presenza di specifici eventi (come una minaccia), e che, influenzate dalla capacità cognitiva, dall’esperienza acquisita negli anni e dal contesto socio-culturale, permettono di eseguire azioni (di fuga, attacco, accudimento…) volte alla sopravvivenza dell’essere umano come specie.

Tuttavia, molto spesso, tendiamo ad avere paura di emozioni a cui associamo una valenza negativa. Questa paura ci porta a decidere di allontanare quello specifico modo di sentirci dalla nostra mente. 

Prova a pensare, ad esempio, all’ansia.

L’ansia di per sé, come le altre emozioni, è qualcosa di positivo che contribuisce alla nostra sopravvivenza e sicurezza. E’ infatti un insieme di sensazioni di disagio e di spinte ad agire che permettono di comprendere che sta per arrivare qualcosa di negativo e che ci preparano ad eseguire azioni volte a rimanere “illesi”. Dunque, è proprio grazie al sentirsi ansiosi di poter continuare a vivere, liberi dal dolore e dai problemi, che le persone tendono a vivere più a lungo e nel modo più soddisfacente possibile. Tutto questo grazie all’ansia, ad un’emozione che comunemente si ha paura di provare. 

Immagina un mondo senza ansia… cosa potrebbe succedere? A quanti rischi andremmo incontro senza nemmeno accorgerci? Ecco, questo tipo di ansia è funzionale per la nostra sopravvivenza, ci è utile per il nostro stare nel mondo. 

Ma cosa succede quando quell’ansia diventa “inappropriata”, ossia disfunzionale?

In questo caso da semplice prudenza o preoccupazione può diventare panico o terrore e portarti a perdere il controllo e a reagire in modo autodistruttivo di fronte ai problemi. Certo, ti avvisa dei pericoli, ma non ti aiuta ad affrontarli e a gestirli, anzi ti ostacola e ti blocca. 

Diventa quindi fondamentale imparare a capire l’ansia e riconoscere quando l’ansia da semplice preoccupazione sta scivolando nel panico. Imparare, poi, a mettere in atto tecniche e “strategie” che ti permettono di gestirla e di non sentirti sopraffatto da essa. 

Se ti accorgi di non riuscire da solo a questire quell’ansia disfunzionale, la terapia cognitivo comportamentale può essere la soluzione per te: insieme al terapeuta potrai imparare a gestirla, prima che lei gestisca te.


Lascia un commento